Vaporizzazione Green Laser o intervento di disostruzione prostatica endoscopica?

DOMANDA

Buonasera dott. De Rienzo,

mio marito soffre già da anni di stenosi dell’uretre (attualmente ha 47 anni) e al Sacro Cuore Don Calabria (Verona) lo hanno messo in lista per l’operazione di disostruzione.

Il problema è che mio marito ha una cattiva e massiccia cicatrizzazione, che lo ha già portato ad avere problemi di aderenze molto grandi, subite dopo due interventi di ernia.

La nostra paura è che per mio marito l’intervento normale non sia l’ideale.

Siamo venuti a conoscenza del Green Laser e da incompetenti in materia (ma da persone sveglie quali siamo) ci chiediamo se non sia più adatta una vaporizzazione Green Laser senza sangue, per un soggetto che cicatrizza troppo e male anche per una lieve ferita.

Parlando con vari medici abbiamo avuto risposte vaghe e che non rendono merito alla nostra voglia di comprendere.

Le saremmo grati se lei potesse dirci cosa pensa al riguardo.

Cordialmente,
Mariangela B.

RISPOSTA – GAETANO DE RIENZO

Egregia,
suppongo che il problema della stenosi dell’uretra sia stato risolto. Diversamente non gli si sarebbe potuto proporre un intervento di disostruzione prostatica endoscopica – se ho ben colto ciò che lei scrive -, per il semplice motivo che lo strumento non supererebbe la zona della stenosi.
I processi aderenziali dopo chirurgia che coinvolge l’intestino, purtroppo non si verificano solo in pazienti predisposti, ma fanno parte di conseguenze ahimè previste.
Pertanto io non penso che il Greenlight sia da scegliere per i timori che lei manifesta – anche perché ad oggi non sono note differenze nei processi di guarigione della loggia prostatica fra le varie tecniche -, quanto piuttosto per il fatto che annulla i rischi di sanguinamento e garantisce un recupero più rapido del paziente in fase di convalescenza.
Distinti saluti,
Dott. Gaetano De Rienzo
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