Mi avevano consigliato una cura farmacologica, ma l’Avodart, dopo aver  letto le controindicazioni, non l’ho mai preso

DOMANDA

Buongiorno.

Soffro di ipertrofia prostatica benigna da circa 2 anni e attualmente ne ho 56.

Durante l’ultimo controllo di circa 1 mese fa risulta PSA 2,99, prostata da 105 cc e RPM 250.

Premetto che avevo bevuto 1 litro d’acqua e trattenendola per un’ora non riuscivo più nella minzione.

Mi hanno consigliato visita urologica e durante la palpazione al medico risultava ingrandita, ma non eccessiva.

Mi consigliavano quindi cura farmacologica di Omnic e Avodart (ma quest’ultimo leggendo le controindicazioni, non l’ho mai preso).

Ho rifatto la ecografia presso un centro diverso e bevendo solamente mezzo litro d’acqua, il risultato è stato: prostata con diametro traverso di 52 mm e RPM 100 con evidente adenoma del lobo medio.

Ora la mia domanda è la seguente: è consigliabile l’intervento denominato TURP, perché sinceramente non ho intenzione di prendere quelle pastiglie, oppure è preferibile e possibile intervenire utilizzando la tecnica Green Laser?

Grazie mille per i suggerimenti che vorrà darmi.
Livio S.

RISPOSTA – LORENZO RUGGERA

Gentile Sig. Livio,

anche se le due ecografie che ha eseguito sono piuttosto discordanti tra loro in merito alla volumetria prostatica (descritta nella prima pari a 105 cc e nella seconda con diametro traverso di 5.2 cm – corrispondente più o meno ad una prostata di 65-75 cc), la quantità del residuo post-minzionale appare migliorata dopo avvio della terapia alfa-litica con Omnic, sebben risulti ancora significativa (100 ml).

Il ristagno post-minzionale potrebbe in realtà ancora migliorare con l’assunzione della terapia di combinazione che le è stata prescritta, lasciando però all’Avodart il tempo necessario per fare effetto, che non è così repentino come per la Tamsulosina.

Sicuramente una terapia medica efficace sposterebbe in avanti la necessità di un intervento disostruttivo. E dal mio punto di vista, un intervento chirurgico non è preferibile ad una terapia medica efficace.

Al di là di questo, comunque, la sua volumetria prostatica rientra nei limiti dimensionali delle  prostate aggredibili per via endoscopica. E, in assenza di ulteriori informazioni inerenti sue patologie associate (le cosiddette comorbilità) e/o terapie anticoagulanti/antiaggreganti in atto, sia la tradizionale resezione endoscopica della prostata (TURP) che la fotovaporizzazione laser della prostata (PVP) rappresentano procedure idonee.

Gli studi fino ad ora pubblicati dimostrano, infatti, che i risultati in termini di miglioramento della dinamica minzionale sono sostanzialmente sovrapponibili tre le due procedure, sebbene la PVP con il “laser verde” sia caratterizzata da un inferiore tempo di cateterizzazione e ospedalizzazione e da minori rischi di sanguinamento intra e post-operatorio e di necessità di emotrasfusioni.

Cordiali saluti.
Dott. Lorenzo Ruggera

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