Soffro di IPB. La terapia farmacologica mi provoca effetti collaterali decisamente fastidiosi: congestione nasale e mancanza di eiaculazione

DOMANDA

Buongiorno dott. Ruggera.

Ho 56 anni e dal 2013 sono affetto da IPB.

Sino allo scorso agosto ho trattato la mia IPB con la stimolazione del nervo tibiale con solo discreto beneficio sui sintomi.

Recentemente ho fatto ulteriori controlli che hanno confermato la mia patologia e mi è stata prescritta una terapia a base di Ominc e Permixon.

Prima di iniziare la terapia l’uroflussometria indicava un flusso massimo di 9 ml /s mentre dopo di 15 ml / s.

Considerato che la terapia ha degli effetti collaterali decisamente fastidiosi (naso chiuso, assenza di eiaculazione) sono alla ricerca di una soluzione meno impattante e magari definitiva e vorrei sapere qualcosa in più sulla tecnica Renzum.

Può essere una strada percorribile nel mio caso o è preferibile il Green Laser con la metodica indicata dal prof. Sibona al recente congresso?

E ancora, In Sardegna esiste qualche centro che pratica la tecnica Rezum? È possibile farla a carico del SSN da qualche parte in Italia ? Avete dei contatti?

Grazie,
Pietro

RISPOSTA – LORENZO RUGGERA

Gentile Sig. Pietro,

la terapia farmacologica per l’ostruzione cervico-uretrale rappresenta quasi sempre la prima strada da percorrere e, se efficace ma complicata da effetti collaterali come la congestione nasale che lamenta, può essere fatto un tentativo di sostituzione con farmaci appartenenti alla medesima classe ma magari meglio tollerati.

In merito alla mancata eiaculazione, questa rappresenta sicuramente un frequente effetto collaterale di quasi tutti i farmaci appartenenti alla classe degli alfa-litici, ma pur sempre reversibile mentre affligge in modo irreversibile molti dei trattamenti endoscopici proposti per l’ipertrofia prostatica, come la resezione endoscopica, la fotovaporizzazione laser o l’enucleazione laser.

La tecnica Rezum una innovativa tecnica di intervento nella quale vapore acqueo viene iniettato per via endoscopica all’interno del tessuto prostatico, inducendo una progressiva riduzione, nei giorni a seguire, del volume della ghiandola, è sì un trattamento che può essere eseguito in regime ambulatoriale o day-hospital e che potenzialmente può preservare la funzione eiaculatoria ma a tutt’oggi le casistiche e le esperienze dei vari centri sono molto ridotte ed i dati scientifici a supporto della tecnica ancora limitati.

Attualmente i centri in Italia che praticano questa tecnica sono per lo più privati. A mia conoscenza, infatti, sono pochissimi gli ospedali pubblici che hanno avviato un’esperienza con questa metodica (che io sappia nessuno in Sardegna) e non so dirle con certezza se sia entrata definitivamente nella loro pratica clinica.

Infine, se questa sia una strada percorribile nel suo caso lo potrà chiarire solamente una visita urologica presso il centro utilizzatore del Rezum, nel corso della quale verrà valutato se le sue caratteristiche e quelle della sua prostata (PSA, volumetria, ecc) rispettano le indicazioni al trattamento.

Cordiali saluti
Dott. Lorenzo Ruggera

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