Ho 37 anni e sono affetto da sclerosi del collo vescicale

DOMANDA

Buongiorno Prof. Ferrari,

Le scrivo per richiederle gentilmente alcune informazioni preliminari relative alla mia condizione di salute, e per capire anche come contattarla per gli eventuali passi successivi.

Ho 37 anni, sono affetto da sclerosi del collo vescicale, verosimilmente congenita (non ho memoria di quando ho cominciato ad urinare “lentamente” e non avevo neanche percezione che fosse un problema, fino a poco tempo fa) confermata da cistoscopia che ha escluso stenosi uretrali o ostruzioni di altro genere.

Lamentando, sopratutto ultimamente, anche una certa fatica nell’eiaculazione – pressione e quantità ridotta – mi è stata fatta eseguire una risonanza magnetica multiparametrica la quale non ha evidenziato particolari problemi se non un diffuso contesto flogistico.

Mi sembra di aver inteso che la rigidezza del collo della vescica comporta uno stato infiammatorio in tutta la zona e che quindi coinvolge anche la prostata, generando i problemi di cui sopra.

Starei pensando di operarmi per risolvere il problema del collo della vescica, vorrei solo capire se, intervenendo, potrebbe rientrare il problema infiammatorio e quindi ristabilirsi la normalità anche a livello prostatico e quali sono le tecniche che garantiscono il minor rischio possibile di eiaculazione retrograda, che data la mia età è un tema fondamentale.

Grazi mille per la sua cortese risposta
Luigi

RISPOSTA – GIOVANNI FERRARI

Salve.
Il quadro di sclerosi del Collo è proprio dei giovani e mi pare sia stato indagato a fondo dai colleghi.
L’intervento più “risparmiatore” è la TULIP cioè incisione del collo laser che prevede solo il 12% di rischio di eiaculazione retrograda.
Sull’aspetto infiammatorio posso dirle che spesso è conseguenza della difficoltà minzionale,  ma a volte non si risolve con l’intervento.
Farei anche una spermiocoltura prima. Ma l’intervento credo sia necessario perché più aspetta più si creano conseguenze stabili.
Distinti saluti,
Prof. Giovanni Ferrari
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