Sangue nelle urine e eiaculazione retrograda dopo intervento con Laser verde

DOMANDA

Gent.le dr. Ruggera,

sono sono un uomo di 72 anni cardiopatico, due infarti subiti 2 bypass – tre angioplastica di cui 2 con stend – sostituzione valvolare aorta meccanica,-.

Dal 2001 prendo il Coumadin, a gennaio 2020 ho subito intervento per IPB eseguito con Laser Green, presso l’ospedale di Piacenza.

Sembrava tutto PK, ma dopo una quindicina di giorni, oltre alla urina con sangue ho avuto una emorragia.

Al pronto soccorso l’urologo è intervenuto con un catetere facendo un accurato lavaggio.

Ad oggi prendo il Coumadin più due Calcioparine da 6000 e l’urina finalmente esce pulita.

Domande: prima dell’intervento prendevo una compressa di Xatral ora,  dopo l’intervento, devo continuare a prendere la compressa?

È normale dopo l’intervento avere incontinenza urinaria e eiaculazione retrograda?

Ringrazio anticipatamente per la risposta.

Cordiali saluti,
Michele C.

RISPOSTA – LORENZO RUGGERA

Gentile Sig. Michele C.,

è possibile che, a distanza di 15-20 giorni dopo una procedura disostruttiva prostatica, possa insorgere, o peggiorare, l’ematuria (sangue nelle urine), fenomeno questo legato alla cosiddetta “caduta d’escara” (caduta delle crosticine conseguenti all’intervento). Questo fenomeno, più frequente dopo resezione prostatica (la cosiddetta TURP), può verificarsi anche dopo la PVP laser, soprattutto nei pazienti in terapia antiaggregante e/o anticoagulante.

Rispondendo invece alle sue domande, naturalmente lo Xatral deve essere sospeso dopo l’intervento.

L’eiaculazione retrograda rappresenta un frequente effetto collaterale della procedura endoscopica, sebbene siano state proposte da alcuni urologi delle tecniche operative con tentativo di risparmio dell’eiaculazione, che prevedono tuttavia un intervento meno radicale.

L’incontinenza urinaria rappresenta, invece, una rara complicanza del trattamento, frequentemente transitoria. Innanzitutto è necessario comprendere se si tratti di incontinenza da urgenza, e quindi legata alla irritazione della prostata residua e dei tessuti peri-prostatici da irraggiamento oppure da sforzo, connessa ad una lesione dello sfintere.
Nel primo caso, l’incontinenza cesserà col miglioramento dell’irritazione locale, mentre nel secondo varierà in base all’entità della compromissione sfinteriale (solitamente si rivaluta a 6 mesi di distanza dal trattamento).

Cordiali saluti,
Dott. Lorenzo Ruggera

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