Ho subito subito un intervento di cistolitotrissia per rimuovere un calcolo di 4,5 cm

DOMANDA

Buongiorno dottor Dr De Rienzo.

Mi chiamo Domenico C. e ho subito subito un intervento di cistolitotrissia, per rimuovere un calcolo di 4,5 cm.

La prostata, colpita da prostatite cronica, riscontrata nel 2000, dopo aver trovato In me oligoastenospermia, non è stata rimossa perché non era necessaria, anche se è stata riscontrata in essa piccolo adenoma calcico.

Le chiedo: rischio di subire una nuova calcolosi vescicale o renale? E la prostata potrebbe diventare oppressiva verso la vescica e soprattutto verso l’uretra, considerando che il mio PSA è sempre normale?

Ora, a quasi due mesi dalla rimozione definitiva di catetere intrauretrale, urino bene e spesso.

Lei ritiene che io possa sperare di non subire ulteriori interventi a causa di recidive in vescica o prostata anche se la prossima urinocoltura sarà positiva, perché già in esame di urina, ci sono 500 leucociti ed emoglobina? E durante mia eiaculazione retrograda, perché prendo ancora Urorec 800 mg, posso aumentare infezione in vescica?

La ringrazio anticipatamente.
Domenico C.

RISPOSTA – GAETANO DE RIENZO

Egregio,

la calcolosi vescicale può avere due possibili origini: può trattarsi di un calcolo migrato in vescica dalle alte vie urinarie che, non espulso, si è progressivamente ingrandito; può trattarsi viceversa di un calcolo che si è direttamente formato in vescica, come conseguenza del ristagno cronico di urina (ritenzione cronica di urine). 

Distinguere le due condizioni è fondamentale perché serve proprio a capire se è sufficiente il trattamento del calcolo o se  si rende necessario anche un intervento alla prostata. 
 
Una uroflussometria con valutazione ecografica del residuo postminzionale è il primo esame che ci permette questa distinzione. 
 

Se la uroflussometria descrive un flusso normale e assenza di residuo urinario si può ritenere sufficiente un esclusivo trattamento del calcolo. se invece il flusso appare ridotto e vi è ristagno di urina la cistolitotrissia non basta e se non si prova ad eliminare la causa del ristagno il calcolo si può riformare. a questo punto può essere utile un esame urodinamico per capire se il problema è l’ostruzione provocata dalla prostata, o una ridotta capacità contrattile della vescica. nel primo caso bisogna operare la prostata, nel secondo caso bisogna impostare il cateterismo a intermittenza ed eventualmente provare a riattivare la vescica con la neuromodulazione sacrale.

 

Distinti saluti,
Dott. Gaetano De Rienzo
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