Embolizzazione prostatica o intervento Green Laser?

DOMANDA

Buongiorno dottor Ruggera.
 
Mi chiamo Enzo e dal 2007 soffro di Iperplasia adenofibroleiomiomatosa e prostatite cronica scleroatrofica con tutti i disturbi collegati che periodicamente si intensificano (incapacità di svuotamento vescicale completo, frequente minzione anche di notte, fastidi periodici nella zona perineale, uretriti nella zona peninea che mi provocano anche un blocco dello stimolo sessuale, PSA sempre elevato). 
 
Nel 2007 mi sono sottoposto ad una prima Biopsia prostatica con esito negativo, ripetuta la biopsia circa un anno fa sempre con esito negativo, Tac con contrasto ad Aviano nel 2018 sempre negativa. 
Esame colturale urine e spermio coltura sempre negative. 
 
A novembre scorso ho avuto una ritenzione urinaria acuta con cataterizzazione per 8 giorni. Da allora assumo l’Urorec 8 mg. (1 compressa al giorno); non ho però tutto questo beneficio. 
 
Domanda: mi consiglia di sottopormi a intervento eseguito con la tecnica Green Laser oppure ritiene che  l’intervento di embolizzazione prostatica possa essere adatto al mio caso – il volume della mia prostata è di circa 109 ml., dimensioni 56x61x61 mm. -?  
 
Inoltre, potrebbe gentilmente informarmi in quali strutture sanitaria effettuano l’embolizzazione prostatica? 
 
Mi scuso per essere stato prolisso ma ho voluto darle diverse informazioni, affinché le cose chiaro il mio caso.
 
La ringrazio infinitamente per la sua gentile risposta e la saluto cordialmente,
Enzo P.

RISPOSTA – LORENZO RUGGERA

Gentile Sig. Enzo,
a mia conoscenza un centro che esegue l’embolizzazione prostatica (procedura eseguita peraltro dai colleghi Radiologi Interventisti) è l’Ospedale di Udine.
Posso dirle, però, che a tutt’oggi l’embolizzazione prostatica non è ancora considerata dalle linee guida internazionali una terapia di scelta nel trattamento della ostruzione prostatica, a differenza della tradizionale resezione endoscopica – TURP o delle procedure coi laser Green, olmio o tullio.
L’embolizzazione rappresenta per lo più  un’alternativa per pazienti a rischio per l’intervento chirurgico o nei pazienti che lo rifiutino categoricamente.
Cordiali saluti,
Dott. Lorenzo Ruggera
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