IPB e prostatite cronica

DOMANDA

Gentilissimo dott. De Rienzo, ho 57 anni e soffro da un paio d’anni di IP.

Ultimo PSA nella norma. Assumo Omnic 0.4.

Vorrei avere una spiegazione sul perché il flusso urinario, accettabile e soddisfacente per lunghi periodi da un giorno ad un altro diventa debolissimo, con evidenti fastidi alla vescica non svuotata e resta tale per alcuni giorni, soprattutto la mattina presto.

La IPB associata a prostatite cronica può determinare questi disturbi?
Il mio medico dice che la prostata va in spasmo.

Inoltre, vorrei sapere: è possibile eseguire una disostruzione minima al fine solo di garantire la minzione salvaguardando l’eiaculazione?

Infine, cosa ne pensa e che esperienza diretta ha con la tecnica soractelite di cui ne parlano molto bene e pare poco invasiva?

La ringrazio molto,
Carlo S.

RISPOSTA – GAETANO DE RIENZO

Egregio,

mi permetta una risposta un po’ articolata.

La diagnosi di IPB a 57 anni è pressochè scontata, perchè la prostata aumenta progressivamente di volume negli anni.

Non si cura l’ingrossamento prostatico in quanto tale, ma l’ostruzione che l’IPB provoca.

In altri termini, se non si fa una uroflussometria non si può ipotizzare che il suo flusso urinario sia ostruito.

L’andamento “oscillatorio” dei sintomi è abbastanza normale, ma quando c’è una oscillazine così ampia come quella da lei descritta in effetti la compresenza o la prevalenza della prostatite cronica fra le cause dei disturbi è probabile.

A quel punto bisognerebbe fare accertamenti per capire se la prostatite cronica è batterica o abatterica.

il Soractelite (TPLA in temrini scientifici: Transperineal prostate laser ablation), è una opzione terapeutica molto interessante, di cui ho esperienza diretta, ma decisamente nuova per potersi esprimere con certezza su quali pazienti ne possono trarre giovamento… esattamente come il REZUMl.

I pazienti che tratto vanno molto bene se la sintomatologia ha una predominante origine ostruttiva. Se c’è di mezzo la prostatite i miei risultati non sono così brillanti.

Tuttavia io stesso devo dire che non ho ancora una idea compiuta del potenziale della procedura e di quanti pazienti sia in grado di trattare.

Distinti saluti,
Dott. Gaetano De Rienzo

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