Gaetano De Rienzo – La mia storia con il Green Laser

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Gaetano De Rienzo – La mia storia con il Green Laser 2018-05-09T12:15:04+00:00

La mia storia con il Green Laser

Negli anni della specializzazione ho essenzialmente appreso le tecniche tradizionali di trattamento dell’ostruzione da IPB, la resezione endoscopica (TURP) e la adenomectomia prostatica a cielo aperto. Tuttavia, non sono mai stato soddisfatto dalla cruenza e dai rischi di complicanze di queste tecniche, e quindi ho favorevolmente accolto l’introduzione della resezione endoscopica di prostata con energia bipolare, che annullava il rischio di TUR syndrome, potenzialmente mortale.

Nel 1999, nel corso della mia esprienza a Stoccolma presso l’Ospedale Karolinska, sono rimasto particolarmente colpito dall’attenzione alla qualità della vita dei pazienti sottoposti a qualunque trattamento terapeutico, sensibilità che si è successivamente diffusa anche nel nostro Paese. Ho maturato pertanto l’idea che soprattutto se si tratta una patologia benigna, la minimizzazione delle complicanze e l’alleggerimento della convalescenza sono particolarmente importanti, soprattutto se si considera che il paziente si sottopone ad intervento perché motivato a migliorare la propria qualità della vita. Di qui il mio interesse per tutti i trattamenti mininvasivi della prostata.

Nel 2005 ho iniziato a eseguire interventi di enucleazione della prostata con laser ad olmio (HOLEP). Questa tecnica consiste nello scollare, mediante l’uso del laser, l’adenoma prostatico (cioè la porzione della prostata ingrossata e che è causa di ostruzione), nel farlo ricadere in vescica e quindi nell’aspirarlo mediante un “morcellatore”; è un intervento di provata efficacia, che ha soppiantato la chirurgia a cielo aperto dell’IPB. Utilizzandola, ho riscontrato fin da subito i vantaggi di una notevole riduzione del sanguinamento e di una degenza più breve. Tuttavia l’enucleazione prostatica si associa al riscontro di incontinenza postoperatoria in una percentuale di pazienti pari a circa il 10-15%, che in genere è transitoria e si risolve nelle settimane successive all’intervento, ma è ovviamente causa di disagio per il paziente. Questa condizione, se è accettabile in confronto alla chirurgia open, costituisce un punto a sfavore della tecnica rispetto alla TURP. Superata questa prima fase il paziente gode dei benefici duraturi di una metodica capace di risolvere completamente l’ostruzione e i disturbi ad essa correlati.

Partendo da queste considerazioni, nel 2009 ho iniziato la mia esperienza con il trattamento di vaporizzazione prostatica con Greenlight da 120 Watt, riscontrando una efficacia paragonabile alla TURP per prostate di piccole dimensioni, ma con un profilo di sicurezza sicuramente migliore. Tuttavia l’intervento risultava incompleto per prostate di maggiori dimensioni. Il Greenlight 120W è stato successivamente soppiantato dal Greenlight 180W, più potente e quindi più performante.

Nel 2011 e nel 2013 ho appreso l’enucleazione della prostata con Greenlight (GreenLep), secondo la tecnica del chirurgo spagnolo Fernando Gomez Sancha e ho, nel 2015, iniziato la mia esperienza di GreenLep affiancandola alla HOLEP nella mia pratica clinica. Nel 2016 ho iniziato ad eseguire anche procedure di vaporizzazione anatomica della prostata con Greenlight 180W, una sorta di tecnica mista che mescola i principi della vaporizzazione e dell’enucleazione.

Ritengo che un approccio moderno alla ostruzione da IPB preveda una “personalizzazione” della procedura chirurgica. Non esiste una tecnica ideale adatta per tutte le prostate, ma l’approccio va scelto tenendo conto di età del paziente, dimensioni della prostata, grado di ostruzione e contrattilità della vescica, e il mio attuale impegno di ricerca è volto proprio alla verifica di questi aspetti. È ragionevole ritenere che i vari tipi di laser oggi a disposizione siano tutti paragonabili per capacità di emostasi (riduzione del sanguinamento), e che il Green Laser sia adeguatamente versatile per eseguire sia procedure di vaporizzazione, che di enucleazione, che tecniche miste, ben rispondendo all’esigenza di “personalizzazione” della terapia chirurgica.

Dal 2016 svolgo attività di formazione nei confronti dei colleghi urologi che intendono apprendere le varie tecniche di chirurgia mininvasiva sulla prostata eseguibili con il Greenlight Laser.

GAETANO DE RIENZO

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