La mia storia con il Green Laser
Prima del 2015 avevo visto utilizzare il green laser solo nel corso di eventi congressuali ma non avevo ancora avuto la possibilità concreta di cimentarmi nell’utilizzo di questo strumento innovativo dalle innumerevoli potenzialità.
È grazie al mio maestro, il dr. Maurizio Carrino, che comincio ad utilizzare il green laser per il trattamento dell’ IPB, supportato inizialmente dal Dr. Luca Cindolo e dal Dr. Gaetano De Rienzo.
Inutile dirlo, è subito amore a prima vista.
La versatilità di questo strumento mi consente, già dal primo utilizzo, di raggiungere obiettivi insperati.
Anche pazienti prima “inoperabili” divengono facilmente trattabili.
Le complicanze si riducono così come i tempi di ripresa dei pazienti nel post operatorio ed i tempi di ricovero, le fastidiose ematurie ed il dover avere il lavaggio continuo per giorni ad oggi sembra solo un ricordo.
Il Green mi ha dato la possibilità di operare pazienti dai 34 ai 99 anni, la possibilità di variare la tecnica a seconda del tipo di prostata e delle caratteristiche del paziente, utilizzando anche altri laser, mi sento di dire che è una delle caratteristiche peculiari del Green laser.
Il team di esperti ai quali mi sono affiancato ha come obbiettivo il poter implementare la conoscenza, il divulgare e perfezionare maggiormente la tecnica che vanta la PVP (Vaporizzazione standard), la Vaporizzazione Anatomica, la GreenLep (Enucleovaporizzazione).
Ad oggi grazie ad un progetto partito nel 2018 abbiamo la possibilità di praticare le procedure presso l’ A.O.R.N. A.Cardarelli ed è per me fonte di orgoglio il poter proporre a sempre più pazienti un trattamento mininvasivo che in termini di sicurezza e risultati espone il paziente ad un altissimo indice di soddisfazione, ed è superfluo dire che la soddisfazione è reciproca.
