///Giovanni Ferrari La mia storia con il Green Laser
Giovanni Ferrari La mia storia con il Green Laser 2018-06-10T13:05:15+00:00

La mia storia con il Green Laser

Ho conosciuto il Green Laser nel 2008, quando ho utilizzato per la prima volta il laser 80 W. Dopo avere trattato due pazienti, l’ho abbandonato immediatamente per la sua lentezza e per i sintomi irritativi che generava nel paziente.

Quando nel 2010 mi proposero la nuova apparechiatura Green Laser 180 W subito mi rifiutai d’utilizzarla, poi, per amicizia, feci una prova tecnica che subito mi mostrò com l’apparecchiatura fosse potente, precisa, rapida ed efficace.

Di seguito, ho iniziato un percorso di training con il Primo utilizzatore della metodica Green Laser nel mondo, il dott. Fernando Gomez Sancha di Madrid, con cui ho collaborato e collaboro tuttora.

Inizialmente, lui ha visitato il Servizo di Urologia e Adrologia che dirigo, per valutare se fosse adatto per attivarvi un centro Green Laser. Dopo aver visionato l’Hesperia Hospital, il personale, gli ambienti e la tecnologia a disposizione ha dato il suo asssenso per iniziare un ciclo di formazione della durata di un anno, durante il quale abbiamo utilizzato insieme il Green Laser una volta al mese. In quel periodo ho avuto modo di apprendere le tecniche di base, la vaporizzazione semplice, e, sotto il tutoraggio del Dott. Gomez, anche le tecniche di vaporizzazione anatomica ed enucleazione in blocco.

In quel momento sono diventato Centro Formatore Tutor per tutto il territorio nazionale e da allora ho attivato più di 28 centri in Italia.

Il percorso di formazione autilizzo della metodica Green Laser prevede una visita presso il mio centro in Hesperia Hospital a Modena, dove vengono illustrate le tecniche di base e gli strumenti necessari per avviare un’attività ad alto profilo qualitativo.

Successivamente, visito il centro dove opera il soggetto da formare per dove valutarne l’ambiente, le tecnologie e i professionisti, come il dott. Fernando Gomez fece con me in Hesperia Hospital.

L’obiettivo è la standardizzazione delle metodiche e dei centri che vengono attivati.

Da qualche tempo, abbiamo iniziato anche un’attività formativa di Secondo Livello per i centri già avviati da tempo. Nello specifico, si tratta di centri e che hanno un certo numero di procedure già all’attivo e che hanno intendono di passare a una tecnica di secondo livello, enucleativa, per trattare prostata di dimensioni superiori alla media.

Nel 2018, inoltre, inizieranno i Corsi Internazionali di Primo Livello, che si terranno a Madrid nel centro del dott. Fernando Gomez, ai quali sono stato invitato a partecipare come European Tutor per le tecniche laser. Saranno quattro incontri a Madrid, già programmati per la prima parte dell’anno, mentre i successivi, che si svolgeranno nella seconda parte dell’anno, avranno luogo probabilmente nella mia sede. In Hesperia Hospital, a Modena.

Fin dai primi interventi che ho eseguito con il Green Laser dei numerosi vantaggi che questa tecnica aveva rispetto alle quelle usate abitualmente, sia per quanto riguarda il controllo della tecnica stessa da parte del chirurgo, sia per i risultati sulla sintomatologia del paziente, oltre che per la riduzione degli effetti collaterali.

Per quanto riguarda la tecnica chirurgica, l’ho trovata più semplice, pulita e senza sanguinamento durante l’intervento, il che significa avere una visione costantemente ottimale, in ogni momento della sua esecuzione.

Questo dà una grande sicurezza al chirurgo durante l’intervento e permette di standardizzare la metodica, che è requisito importante per la formazione di una tecnica chirurgica e per la sua corretta applicazione.

I vantaggi fondamentali per il paziente riguardano innanzitutto il non sanguinamento come il controllo del sanguinamento, per cui il paziente non necessita di trasfusioni o di controlli dell’emostasi, tanto che dalle linee guida europee il trattamento con il laser è indicato come trattamento di prima scelta per i pazienti a rischio coagulativo.

Inoltre, non c’è nessun rischio di incontinenza perché la tecnica prevede un’ottima visione operatoria e quindi una costante visione delle strutture nobili da rispettare, in particolare lo sfintere e il collo vescicale. Pertanto, un danno dello sfintere che genera incontinenza è un errore chirurgico e non è dovuto alla tecnica.

A comprova, gli studi scientifici più recenti dichiarano con chiarezza che negli interventi eseguiti con il Green Laser l’incontinenza urinaria si è ridotta praticamente a zero.

Può presentarsi per un periodo limitato di tempo una incontinenza da urgenza, legata alla ostruzione cronica dovuta all’ipertrofia prostatica, ma non al danno legato alla metodica eseguita con Green Laser.

È importante evidenziare che la metodica Green Laser non genera deficit erettile proprio perché i limiti capsulari sono sempre molto ben definiti. Purtroppo, come capita con le altre metodiche, è gravata da eiaculazione retrograda.

Inoltre, grazie alla sua mini invasività la tecnica Green Laser consente un minor discomfort del paziente che rimane meno tempo in ospedale, ha a una ripresa più veloce dell’attività quotidiane e quindi della socializzazione.

Per questi motivi e per la facilità di apprendimento della metodica, ho praticamente sostituito le tecniche utilizzate abitualmente per risolvere Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB) con l’utilizzo della tecnologia Green Laser. I

l trattamento Green Laser può infatti essere eseguito su tutti i pazienti indipendentemente dal volume della prostata, utilizzando la tecnica di vaporizzazione e vaporizzazione anatomica per le prostate piccole e medie, e la tecnica di enucleazione e vapoenucleazione per la prostate grandi.

Attualmente è anche in corso un progetto scientifico che intende di valutare in termini economici il rapporto costi/benefici del Green Laser, al fine di verificare se l’utilizzo di questa tecnica produce effettivamente una riduzione dei costi della sanità.

Se così dovesse essere l’Italia avrà la possibilità di allinearsi al resto Europa dove la tecnica Green Laser sta progressivamente sostituendo le tecniche abituali, come la TURP, e si sta proponendo come nuovo gold standard per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna (IPB).

Nel mio centro, dal 2010 ad oggi, abbiamo trattato con il Green Laser circa 800 pazienti. Questo significa che in Hesperia Hospital il Green Lase è da anni la metodica standard da proporre ai pazienti che soffrono di ipertrofia prostatica benigna ed di sintomi ostruttivi del basso apparato urinario.

Nel 2012, abbiamo anche creato un gruppo di 7 professionisti, Tutor esperti di Greenlaser, che abbiamo cjhiamato “The Greens”. I 7 Tutor Green Laser, che operano in altrettanti differenti centri in Italia, si incontrano regolarmente per proporre modifiche innovative alla tecnica, valutare i risultati scientifici ottenuti, elaborare studi scientifici da proporre congressi nazionali internazionali.

GIOVANNI FERRARI

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