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Faccio il punto sul Green Laser

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Faccio il punto sul Green Laser

 

Cos’è il Green Laser, con che tipo di prostate può essere utilizzato, che vantaggi offre all’operatore e al paziente, perché questa metodica pensionerà la resezione prostatica che per molti anni è stato il gold standard per gli interventi di Ipertrofia Prostatica Benigna – IPB. Affronto rapidamente tutti questi temi, rivolgendomi in primis ai miei colleghi urologi, agli stakeholder della sanità pubblica e privata, quindi a tutto il personale medico e infermieristico, e infine ai professionisti dei media.

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Faccio il punto sul Green Laser per Medline TV

Autore: Prof. Giovanni Ferrari

Faccio il punto sul Green LASER. Il Green Laser è questa tecnica di cui avete già sentito parlare ampiamente, che sta avendo una enorme di diffusione a livello nazionale grazie al lavoro di tutoring che stiamo facendo nei vari centri urologici italiani. Fronte operatore, il Green Laser piace perché è semplice da acquisire come metodologia tecnica chirurgica e perché è applicabile a tutti i pazienti.

In passato il Green Laser veniva proposto a pazienti con predisposizione al sanguinamento, perché ha un’efficacia coagulativa che non ha pari. Tuttavia, la sua efficacia enucleativa e vaporizzativa consente di applicare la metodica a tutti pazienti.

Nel tempo, i numeri sono aumentati enormemente e noi oggi con il Green Laser proponiamo tre tipi di tecnica – la vaporizzazione semplice, la vaporizzazione anatomica, la enucleazione -, utilizzando i quali possono essere trattati tutti i pazienti della vostra realtà, in quanto si va da prostate piccole di 20-30 gr fino a prostate grandi di 150 g complessivamente. Si tratta di adenomi che possono essere rimossi per via endoscopica e per questo ci poniamo, provocatoriamente, come alternativa al gold standard, la resezione prostatica.

Il laser ha affetti molto importante sulla coagulazione, quindi il paziente ha un percorso post operatorio molto accelerato e non ha sintomi irritativi, sempre che l’operatore abbia un’adeguata tecnica chirurgica. Si tratta di una tecnica viene appresa velocemente perché bastano 20 interventi per capire come funziona e avere i massimi risultati con le minori complicanze. Il trattamento Green Laser ha una durata leggermente maggiore rispetto alla resezione prostatica, ma la dimissione del paziente precoce. Alcuni pazienti specialmente quelli con prostate piccole possono essere dimessi anche il giorno stesso dell’intervento e questo è un grande vantaggio per tutti.

La tecnica di vaporizzazione, che ho messo a punto insieme al Dr. Fernando Gómez Sancha e che abbiamo importato in Italia nel 2011, è molto interessante perché va a trovare il piano di scollamento tra capsula e adenoma, permettendo lo scollamento totale della prostata da trattare, senza lasciare tessuto residuo, e consentendo una emostasi accurata sulla capsula. Il reperimento del piano è semplice e permette lo scollamento anche di grandi quantità di tessuto, in particolare nel piano posteriore.

I lavori di ricerca che sono stati pubblicati su questa metodica sono noti e da quelli che mettono a confronto la resezione prostatica con il Green Laser emerge la non inferiorità del Green Laser.

Inoltre, un recentissimo studio realizzato da noi Tutor Green Laser italiani, su oltre 400 pazienti evidenzia che, oltre a non essere inferiore alla TURP, il Green Laser offre importanti vantaggio rispetto alla resezione prostatica tradizionale: – il non sanguinamento, quindi nessun rischio di sanguinamento post operatorio – la precoce ospedalizzazione, che permette la veloce dimissione del paziente; – la rapida ripresa delle attività quotidiane e lavorative da parte del paziente – la rimozione del tessuto negli anni è stabile, questo è molto importante, ma dipende molto dalla tecnica del chirurgo.

2018-08-17T21:00:30+02:00