Enucleazione della prostata con GeenLight laser – Greenlep –, una procedura efficace e standardizzata

In quest’articolo il dott. Gaetano De Rienzo, Urologo e Tutor Green Laser, fa il punto sulla procedura di Enucleazione prostatica eseguita con il Laser Verde, commentando il contributo pubblicato a maggio 2019 sulla testata “Currnt Opinion in Urology” dal titolo “Greenlight laser enucleation of the prostate” che porta la firma di da Kiersten M. Craig e Richard K. Lee

Di: Dott. Gaetano De Rienzo


Current Opinion in Urology è un titolato periodico di urologia noto per le sue attente revisioni della letteratura che consentono di fare il punto sui vari argomenti dell’urologia. In questo articolo si parla di enucleazione laser della prostata con Greenlight.

Con il laser, qualunque laser, si possono fondamentalmente eseguire due tipi di operazioni: la vaporizzazione e l’enucleazione della prostata. In ambito scientifico si è discusso e si discute ancora molto su quale tecnica sia migliore, e soprattutto se le medesime procedure eseguite con laser diversi danno comunque gli stessi risultati.

Cos’è l’enucleazione della prostata?

Possiamo immaginare la prostata come una sorta di castagna con una porzione periferica che fa da guscio e la porzione interna – che ha vari nomi (adenoma e zona di transizione i più comuni) che negli anni aumenta di volume provocando l’ostruzione e i suoi sintomi. La enucleazione prostatica consiste nello scollare l’intero adenoma dalla zona periferica, ribaltandolo in vescica e quindi frantumandolo e aspirandolo con uno strumento chiamato morcellatore. I suoi vantaggi consistono in una rimozione completa dell’ostruzione, al punto che i rischi di recidiva sono i più bassi possibili. Inoltre, qualunque sia il volume della prostata, la disostruzione è sempre completa, al punto che la procedura ha completamente soppiantato la chirurgia a cielo aperto. Ovviamente tutti i vantaggi di emostasi e sicurezza sono conservati.

La enucleazione laser della prostata, rispetto alla vaporizzazione prostatica e alla resezione endoscopica tradizionale, transitoriamente può dare con maggior frequenza incontinenza, che però progressivamente scompare, al punto che a sei mesi non esistono differenze di incontinenza fra le varie procedure.

Quale tecnica quando?

Come viene riferito nell’articolo citato, nel momento in cui si riconosce la necessità di un intervento, la scelta del tipo di procedura dipende dalle dimensioni della prostata e dalle caratteristiche del paziente. Man mano che la prostata aumenta di volume si riduce la percentuale di volume della prostata che con il laser si può vaporizzare, quindi si tende a preferire la enucleazione della prostata che invece permette di rimuovere completamente l’adenoma. In questo modo si ritiene di migliorare la disostruzione e ridurre i rischi di recidiva dell’ipertofia prostatica. Tuttavia questo non è un paradigma assoluto. La vaporizazione si caratterizza per una dimissione e una convalescenza più rapide, e quindi anche età e condizioni generali del paziente possono influenzare la scelta della procedura.

Anche i desideri del paziente sono importanti. Per svariati motivi si può desiderare un rapido recupero della propria routine di vita, e quindi si può tendere a prediligere la vaporizzazione anche per prostate voluminose.

Con quale laser?

La enucleazione laser della prostata è stata eseguita per la prima volta con il laser ad olmio, e infatti la enucleazione laser della prostata più conosciuta è proprio la HOLEP (Holmium Laser Enucleation of the Prostate). Il laser ad olmio, tuttavia, non è fra i più efficienti nella vaporizzazione della prostata. Negli anni si  sono sviluppati altri laser con caratteristiche diverse, con cui si è iniziato ad eseguire le procedure di enucleazione. È sorta spontanea l’esigenza di confrontare queste procedure con gli ottimi risultati della HOLEP. Anche con il greenlight si può eseguire la enucleazione, che prende il nome di GreenLEP (Greenlight Laser Enucleation of th Prostate).

La greenlep ha mostrato dei risultati sovrapponibili rispetto alla HOLEP, si è dimostrata più facile da apprendere e ha delle percentuali di incontinenza transitoria più basse.

Perché preferire il greenlight?

Avere a disposizione un laser con cui si possono affrontare diversi tipi di interventi significa poter condividere la scelta con il paziente, personalizzando la terapia chirurgica e garantendo sempre i vantaggi intrinseci del Greenlight. Se un paziente ha una prostata piccola questa può essere vaporizzata. Se un paziente ha una prostata grande la si può enucleare. Questa flessibilità è la peculiarità del Greenlight.

 

PER APPROFONDORE

Scarica l’articolo “Greenlight laser enucleation of the prostate” di Kiersten M. Craig e Richard K. Lee