Ipertrofia prostatica benigna trattamenti chirurgici

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Ipertrofia prostatica benigna trattamenti chirurgici 2018-07-16T10:37:27+00:00

Ipertrofia prostatica benigna trattamenti chirurgici

Ipertrofia prostatica benigna trattamenti chirurgici. Diagnosticata un’Ipertrofia prostatica benigna, l’urologo può consigliare un intervento chirurgico per rimuovere l’adenoma. Esistono diverse opzioni chirurgiche tra le quali scegliere, ognuna delle quali comporta vantaggi e svantaggi.

Vaporizzazione laser

La vaporizzazione laser è un’opzione molto utilizzata per il trattamento dell’Ipertrofia prostatica benigna. La luce intensa del laser vaporizza il tessuto prostatico, mentre il calore chiude i vasi sanguigni, minimizzando la perdita di sangue durante l’intervento.
La vaporizzazione può essere eseguita con differenti sistemi laser. La scelta dipende dalla specializzazione del medico e dalla disponibilità della struttura ospedaliera.
Si può utilizzare questa tecnica se la prostata è minore di 80 cc. È particolarmente raccomandata per i pazienti che assumono farmaci che fluidificano il sangue nel trattamento di altre patologie.
I vantaggi della vaporizzazione laser sono:
-migliora immediatamente il flusso urinario;
-richiede una degenza breve;
-richiede una cateterizzazione ridotta:
-presenta un basso rischio di complicanze;
-permette di continuare ad assumere farmaci che fluidificano il sangue.
Gli svantaggi sono:
-efficacia minore in caso di prostata voluminosa;
-dolore durante la minzione, dopo l’intervento chirurgico;
-necessità di ripetere l’intervento, a distanza di anni, poiché la prostata continua a crescere;
-impossibilità di analizzare il tessuto prostatico dopo l’intervento;
-rischio di eiaculazione retrograda;
-rischio di ritenzione urinaria, infezioni delle vie urinarie e urgenza minzionale;
-rischio (minimo) di incontinenza urinaria.

Green Laser Prostata - Ipertrofia prostatica benigna - vaporizzazione laser

Enucleazione laser della prostata

L’enucleazione laser della prostata è un’opzione molto utilizzata per il trattamento dell’Ipertrofia prostatica benigna. La luce intensa del laser vaporizza il tessuto prostatico, mentre il calore chiude i vasi sanguigni. In questo modo il paziente perde solo una piccola quantità di sangue.
L’enucleazione laser può essere eseguita con differenti sistemi laser, secondo la specializzazione del medico e le disponibilità della struttura ospedaliera.
L’enucleazione laser è consigliata in caso di prostata superiore agli 80 cc, poiché permette di rimuovere l’intero adenoma. È una buona opzione anche per pazienti con prostate piccole, e nel caso in cui si assumano farmaci per fluidificare il sangue.
I vantaggi dell’enucleazione laser sono:
-migliora immediatamente il flusso urinario;
-richiede una degenza breve;
-richiede un periodo di cateterizzazione più breve;
-presenta un basso rischio di complicanze;
-è efficace anche per prostate di grandi dimensioni;
-permette di analizzare il tessuto prostatico dopo l’intervento.
Gli svantaggi sono:
-la chirurgia può richiedere più tempo per prostate piccole;
-minzione dolorosa dopo l’intervento chirurgico;
-rischio di eiaculazione retrograda;
-rischio di ritenzione urinaria, infezioni delle vie urinarie e urgenza minzionale;
-rischio (minimo) di incontinenza urinaria.

Il trattamento chirurgico permette di rimuovere la parte di prostata ingrossata (ovvero l’adenoma, o tumore benigno), migliorare il flusso di urina e alleviare i sintomi.

Le procedure principali sono:
-la resezione transuretrale della prostata (TURP);
-l’incisione transuretrale della prostata (TUIP);
-l’adenomectomia a cielo aperto;
-il trattamento laser;
-lo stent prostatico;
-l’ablazione transuretrale (TUNA);
-la terapia a microonde transuretrale (TUMT).

Resezione transuretrale della prostata (TURP)

La TURP è un intervento chirurgico minimamente invasivo, considerato standard in caso di Ipertrofia prostatica benigna. Si esegue attraverso l’uretra, senza incidere la parte inferiore dell’addome. La TURP si sceglie in particolare per pazienti con sintomi da moderati a gravi, con prostata tra i 30 e gli 80 cc.
I vantaggi della TURP sono:
-è sicura e ampiamente utilizzata;
-offre un miglioramento dei sintomi ottimale e duraturo;
-richiede una degenza breve.
Gli svantaggi sono:
-rischio di sanguinamento;
-rischio di eiaculazione retrograda;
-rischio di stenosi uretrale;
-rischio di ritenzione urinaria;
-rischio (basso) di infezione del tratto urinario e urgenza minzionale;
-rischio (minimo) di incontinenza urinaria.

Incisione transuretrale della prostata (TUIP)

La TUIP è efficace se la prostata ha dimensioni inferiori ai 35 ml e in assenza di ostruzione grave. È utilizzata raramente per il trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna, poiché offre gli stessi risultati del trattamento farmacologico. Viene quindi scelta in caso di controindicazioni all’utilizzo dei farmaci.

Adenomectomia a cielo aperto

Questo intervento ha risultati analoghi a quelli della TURP, ma è più invasivo poiché richiede un’incisione nella parte inferiore dell’addome.
L’adenomectomia è consigliata se la prostata ha dimensioni superiori agli 80 cc, oppure in presenza di calcoli o diverticoli vescicali.
Il vantaggio dell’adenomectomia è il miglioramento ottimale e duraturo dei sintomi.
Gli svantaggi sono:
-cicatrice;
-degenza più lunga;
-cateterizzazione prolungata;
-rischio di sanguinamento significativo;
-rischio di eiaculazione retrograda;
-rischio di ritenzione urinaria, infezioni delle vie urinarie, urgenza minzionale;
-rischio di stenosi del collo vescicale;
-rischio (minimo) di incontinenza urinaria

Stent prostatici

Applicare uno stent prostatico permette di mantenere l’uretra aperta e migliorare il flusso di urina. Gli stent sono consigliati per pazienti che sono ancora in grado di svuotare la vescica, con controindicazioni all’intervento chirurgico. Sono utilizzati in alternativa al catetere a permanenza.
Oggi gli stent non sono raccomandati e si preferisce utilizzarli solo se per il paziente non può tollerare l’anestesia richiesta per un intervento chirurgico.

Ablazione transuretrale della prostata (TUNA) e terapia a microonde transuretrale (TUMT)

L’ablazione (cioè l’asportazione) transuretrale della prostata e la terapia a microonde transuretrale (TUMT) della prostata sono minimamente invasive e permettono di ridurre il volume della prostata, migliorando i sintomi. Si utilizza il calore (TUNA) o l’energia a microonde (TUMT) per indurire il tessuto prostatico.
I vantaggi sono:
-il miglioramento immediato del flusso urinario;
-degenza breve;
-periodo di cateterizzazione più breve;
-basso rischio di complicanze;
-efficacia per prostate di diverse dimensioni, soprattutto per quelle grandi;
-possibilità di analizzare il tessuto prostatico dopo l’intervento.
Gli svantaggi sono:
-l’intervento può essere più lungo per le prostate piccole;
-minzione dolorosa dopo l’intervento chirurgico;
-rischio di eiaculazione retrograda;
-rischio di ritenzione urinaria, infezioni delle vie urinarie e urgenza minzionale;
-rischio (minimo) di incontinenza urinaria

IPERTROFIA PROSTATICA BENIGNA (IPB)

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